XIV Interattiva partners meeting

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Lo scorso 4 e 5 maggio si è concluso l’ultimo Interattiva Partners Meeting, giunto alla XIV edizione. Un’occasione di valore per riunire partner, professionisti ed esperti, che da anni lavorano nel campo della formazione.

L’iniziativa è stata importante per fare il punto in merito al tema del lavoro ibrido e di come la formazione giochi un ruolo chiave nella definizione del successo delle imprese e delle risorse che ne fanno parte, soprattutto oggi che siamo protagonisti di un cambiamento inesorabile e rapidissimo.

Molte organizzazioni sostengono di avere difficoltà nell’individuare risorse sufficientemente preparate ad affrontare il mondo del lavoro infatti, appena il 16% possiede le competenze necessarie; per questo si stima che, nell’arco di breve, circa il 75% dei lavoratori dovrà acquisire nuove abilità per ricollocarsi.

Ed è proprio in questo contesto che la formazione rappresenta un asset fortemente strategico, non solo per il reskilling ma anche per formare le nuove generazioni che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro. La formazione digitale è un’ottima soluzione per integrare diverse modalità di fruizione dei contenuti, consentendo un accesso sempre e ovunque rispondendo così alle esigenze individuali.

In un articolo, Forbes, riporta che “Entro il 2025 l’industria della formazione online raggiungerà un valore di mercato pari a 325 MLD di dollari”; questo lascia intendere una forte crescita del settore anche in Italia.

Da una rilevazione di MobieTrain, per nove aziende europee su dieci, la formazione resta un aspetto centrale della propria cultura aziendale. Dall’analisi incentrata sulla formazione interna adottata dalle organizzazioni emergono tre principali problematiche:

  • la formazione non è sufficientemente misurabile (38%),
  • i dipendenti non ricordano ciò che hanno imparato (39%)
  • la formazione non è ancora ben adattata alle esigenze del personale (35%)

Criticità che possono essere superate adottando metodi di apprendimento innovativi, basati su piani di carriera definiti e pianificabili e che diano un reale impulso motivante.

Per chi come noi si occupa di formazione è di fondamentale importanza intercettare il fabbisogno delle aziende e creare dei programmi di apprendimento certificati, che accompagnino le giovani generazioni in impresa, con le competenze tecniche e professionali richieste per le loro posizioni lavorative cercando, al contempo, di accoglierne le aspirazioni e sviluppando il loro potenziale. Questo aspetto è fondamentale per sapersi adattare rapidamente alle nuove sfide e ad essere produttivi sin dall’inizio.

L’impatto dell’avanzata dell’Intelligenza artificiale

Buzz Feed riporta percentuali importanti, relativamente al mercato d’oltreoceano: “(…) il 38% dei posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbe essere ad alto rischio di automazione entro i primi anni del 2030 e tra 75 e 375 milioni di dipendenti dovranno riqualificarsi e cambiare carriera”. Digital Magic condivide un altro dato importante circa il contesto italiano: “Il mercato dell’Intelligenza Artificiale cuba oggi in Italia 422 milioni di euro. La tendenza è 700 milioni entro il 2025”. La reazione di fronte a questi dati può portare ad una duplice riflessione: minaccia od opportunità?!

Il rischio è quello di non considerare il fatto che un uso massiccio di tecnologie sempre più avanzate in ambito professionale, contribuisca alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Sarebbe molto più utile chiedersi in che modo le persone e le aziende possano cavalcare questa deriva con successo, creando le condizione affinché l’Intelligenza artificiale contribuisca a dare un valore aggiunto, senza sostituirsi al lavoro umano.

Certamente cambierà la tradizionale concezione del lavoro, sempre più teso al full remote con importanti investimenti legati all’introduzione di ecosistemi di collaborazione digitale, utili alla gestione delle risorse e dei progetti. Ecosistemi che siano così in grado di assecondare l’esigenza implicita di maggiore libertà di scelta dell’individuo, circa le modalità di lavoro e aggiornamento professionale.

Unitamente a questa tendenza vi è una crescente attenzione per le abilità non replicabili dalle macchine, ovvero le competenze trasversali.

Il World Economics Forum Future of Job ha stimato che entro il 2025 le competenze più richieste riguarderanno proprio quelle trasversali come – per citarne solo alcune – la risoluzione di problemi complessi, il pensiero critico e la creatività, la gestione delle risorse umane e l’intelligenza emotiva. Oltre alle competenze tecniche, le giovani generazioni devono sviluppare anche le cosiddette soft skills.

Queste includono abilità come la comunicazione efficace, la collaborazione, il problem solving e la leadership. Le soft skills sono essenziali per una buona performance sul lavoro e per costruire relazioni positive ad ogni livello gerarchico. Va da sé, dunque, che a fronte di un incremento esponenziale dell’automazione, il reale vantaggio competitivo si giochi proprio sulla disponibilità e lungimiranza delle organizzazioni ad investire sul capitale umano.

Stella, il nuovo ecosistema digitale di Interattiva Editore

Leonardo Nardella – Ceo di Interattiva Editore ha anticipato alcuni dettagli che riguarderanno il nuovo ecosistema digitale di casa Interattiva, denominato Stella, pronto il prossimo autunno.

Stella è progettato secondo i criteri del Learning Experience Platoform, il cui imperativo è apprendere socializzando. Sarà presente una community virtuale da cui le risorse umane potranno attingere per la propria crescita professionale, alimentando al contempo un senso di fidelizzazione all’azienda.

Una libreria multimediale composta da oltre 900 titoli per la crescita professionale offrirà una vasta scelta e una maggiore flessibilità.

Grazie al contributo dell’IA, sono stati introdotti processi di analisi Big Data finalizzati alle logiche di Adaptive Learning facilitando le correlazioni tra persone, ruoli e competenze da acquisire, fornendo tutte le informazioni utili alla definizione di programmi di apprendimento estremamente personalizzati in linea con le reali necessità, in ottica multicanale.

Investire sulle risorse, significa investire in formazione

Davide Carlini, responsabile commerciale di Interattiva Editore apre il suo intervento sul palco riportando i dati relativi alla tipologia di corsi erogati all’interno del Network IN tra il 2021 e il 2022, costatando una sensibile richiesta di formazione trasversale rispetto a quella obbligatoria.

Ed è sulla base di questi dati e sui trend di mercato che Interattiva Editore continua ad investire sulla propria offerta a catalogo, arrivando oggi ad annoverare più di 900 titoli, suddivisi in ben 23 aree tematiche. Investire in formazione trasversale è un’ottima strategia per sviluppare competenze multidisciplinari e favorire la flessibilità e l’adattabilità dei dipendenti.

Per implementare con successo la formazione trasversale, è importante:

  • Identificare le competenze trasversali rilevanti per l’azienda e per i ruoli dei dipendenti.
  • Sviluppare programmi di formazione adatti, che includano workshop, corsi online, mentorship, rotazioni interne o esterne e progetti speciali.
  • Promuovere una cultura dell’apprendimento continuo e dell’apertura al cambiamento.
  • Monitorare e valutare i risultati della formazione, valutando l’impatto sulle performance aziendali e sullo sviluppo dei dipendenti.

In conclusione, l’investimento in formazione trasversale può essere un vantaggio significativo per l’organizzazione, contribuendo alla crescita professionale dei dipendenti.

Confimea: promuovere la sostenibilità in impresa

Roberto Nardella – Presidente di Confimea, ha parlato di sostenibilità in impresa, un processo che richiede un impegno costante e la partecipazione di tutti i membri dell’organizzazione.

Attraverso il progetto “Una Nuova Cultura d’Impresa – Salute e Sostenibilità”, Confimea ha l’obiettivo di promuovere uno sviluppo economico basato sui valori della tutela sociale e ambientale, verso uno sviluppo sostenibile. Grazie alla consulenza del Sustainability Manager, le imprese saranno condotte verso i processi di riduzione di impatto ambientale, di uso proficuo delle risorse naturali e di energie rinnovabili.

Tutte le imprese sostenibili saranno certificate con il marchio Fair Play, un marchio registrato del CONI che attesta e valorizza l’impegno etico delle imprese di fronte a tutti gli stakeholders, fidelizzando le risorse umane e consumatori, predisponendo relazioni sane con fornitori e partner commerciali.

I progetti e le sinergie

Instaurare sinergie con altri partner nel settore della formazione è di fondamentale importanza perché ognuno può mettere a disposizione il proprio know-how, nonché esperienze e conoscenze uniche. Collaborando insieme è possibile disporre di a una vasta gamma di competenze complementari che arricchiscono l’offerta formativa complessiva.

Adifer: formazione, ricerca, consulenza e tutela per le imprese

Roberto e Leonardo Nardella presentano i risultati di Adifer. Fondata circa vent’anni fa, è una delle socie fondatrici di Confimea. Grazie alla sua efficiente rete territoriale, Adifer offre servizi di assistenza e consulenza alle imprese, rispondendo in modo efficace alle esigenze della moderna gestione aziendale.

Insieme a Interattiva Editore, le due aziende si sono unite per fornire una serie di servizi al network. Lo scopo di questa collaborazione è quello di concentrare tutte le realtà formative del network, sotto la rappresentanza di Interattiva Editore al fine di promuovere progetti di formazione da finanziare attraverso Fonditalia.

Il vantaggio di questa soluzione è la possibilità di avere a disposizione un punto di contatto, dedicato per la gestione delle pratiche di proposizione dei progetti da finanziare. Lo scorso anno è stato presentato un primo progetto formativo che ha raggiunto un valore complessivo di 1 milione di euro, ottenendo ottimi risultati; la promessa è di fare sempre di più.

Il progetto Yuni

Giacomo Barnocchi, Co-Founder & CEO presso Edotto, presenta Yuni, una nuova realtà costituita in società con Interattiva Editore, nata per veicolare l’importante collaborazione con l’Università Telematica degli Studi IUL. L’obiettivo di Yuni è quello di connettere la IUL con i territori, gli enti e le imprese, grazie alla costituzione di Poli tecnologici dislocati sul territorio nazionale.

La IUL è un’università non statale composta da due prestigiosi soggetti pubblici: l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) e l’Università degli Studi di Foggia. Il modello formativo di IUL si distingue per l’alto profilo didattico e tecnologico, potendo contare su uno staff accademico costantemente impegnato in progetti di ricerca a livello nazionale e internazionale.

Grazie a questa prestigiosa partnership, gli aderenti al progetto Yuni, diventando Poli Tecnologici Universitari, potranno offrire ai propri utenti una proposta formativa autorevole e strettamente connessa alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale. Ogni Polo Tecnologico potrà proporre corsi di laurea, master e corsi professionalizzanti offrendo, al contempo, supporto alla co-progettazione di nuovi corsi, in linea con le esigenze espresse da ogni territorio, unitamente alla possibilità di certificare percorsi formativi già avviati.

Icep, l’importanza di certificare le competenze      

Aldo Riggi, Presidente di ICEP ha approfondito il tema della certificazione delle competenze ponendo l’attenzione ad una doverosa distinzione tra quelle verificabili formali e non formali di professionisti e individui, attraverso una serie di standard, requisiti, procedure e misure di garanzia della qualità, in conformità agli standard internazionali.

Il contributo di ICEP consiste nella creazione di un solido sistema internazionale di certificazione nel settore del lavoro e nel volontariato, attraverso la qualificazione dimostrabile di professionisti e individui.

Icep ha ottenuto l’accreditamento secondo lo standard internazionale ISO / IEC 17024: 12 – Codice di accreditamento: O-020

Skill Me Up, il nuovo progetto per misurare le competenze trasversali

Massimo Proietti ha presentato Skill Me Up, il nuovo progetto nato dalla sinergia tra Interattiva Editore e Different Academy, studiato per fornire un valido strumento di misurazione delle competenze trasversali, da sempre molto difficili da verificare. L’obiettivo principale di questo nuovo servizio, non è solo quello di mappare in modo preciso le abilità delle risorse, ma soprattutto quello di evidenziarne le lacune, proponendo un percorso formativo idoneo a potenziare gli aspetti carenti, in relazione al ruolo professionale ricoperto.


Formarsi con la realtà aumentata

Simone Barbato – Executive Director e Co. Founder di Idego, ha spiegato l’importanza e il contributo che la realtà virtuale può dare nel rendere ancora più efficace l’esperienza formativa.

La Realtà Virtuale ci consente di far immergere le persone in mondi digitali estremamente coinvolgenti e interattivi. All’interno di questi scenari immersivi, grazie al principio del “learning by doing”, le persone possono sviluppare le proprie competenze, sia soft che hard, in modo esperenziale e coinvolgente.

 

Al termine di questi due giorni, ci rendiamo conto che c’è ancora molto lavoro da fare per superare i pregiudizi legati a temi che ormai fanno parte del nostro linguaggio quotidiano, come l’edtech, la sostenibilità in impresa e l’IA. È giunto il momento di integrare tutto ciò nel nostro modo di agire comune.

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