Formazione poco efficace? Le best practice per progettare percorsi che generano valore

Nel mondo del lavoro le competenze professionali evolvono molto rapidamente. Un’indagine del World Economic Forum evidenzia che, a livello mondiale, il 39% circa delle competenze dei lavoratori potrebbe essere rivoluzionato entro il 2030.

Esiste, quindi, una crescente domanda di corsi di formazione professionale capaci di preparare lavoratori, aziende e organizzazioni alle competenze che il mercato richiede. Tuttavia, non tutti i percorsi formativi producono risultati concreti.

In molti casi, il problema non è la formazione in sé, ma il modo in cui viene costruita, gestita ed erogata. Una formazione poco efficace nasce spesso da obiettivi generici, contenuti non aggiornati, scarsa personalizzazione e assenza di strumenti digitali adeguati.

Per progettare corsi di formazione realmente efficaci, è necessario rifarsi ad alcune best practice: approcci alla progettazione formativa che permettono di costruire percorsi capaci di generare valore per tutti i soggetti coinvolti.

1. Partire dai bisogni reali di aziende e lavoratori

Per sviluppare corsi di formazione validi non bisogna basarsi su ipotesi generiche o su obiettivi astratti. In questi casi, i contenuti vengono definiti “a tavolino”, spesso sulla base di trend o di richieste standardizzate, ignorando le competenze effettivamente mancanti o le criticità operative del lavoro quotidiano. Il risultato è una formazione poco rilevante e difficile da applicare.

Chi lavora nella formazione dovrebbe basarsi su interviste e ricerche di mercato per sondare i bisogni reali di imprese e lavoratori e, sulla base delle informazioni ottenute, costruire percorsi formativi in linea con le esigenze contingenti.

2. Puntare sulla personalizzazione dei percorsi formativi

La formazione, per funzionare, deve essere adattata nel linguaggio, negli esempi, nei casi pratici e nella profondità dei contenuti. Un approccio “unico per tutti” può essere più semplice da gestire, ma raramente produce un impatto reale sui professionisti che hanno frequentato il corso.

Un elevato livello di personalizzazione dei contenuti si traduce spesso in una maggior partecipazione attiva e in un’elevata applicabilità delle competenze apprese nel proprio contesto lavorativo. Su questo principio si basa anche il microlearning, un approccio formativo che frammenta i contenuti in moduli brevi e mirati, perfettamente adattabili al ruolo e ai ritmi di apprendimento di ciascun utente.

Di contro, proporre il medesimo contenuto a gruppi con esigenze, livelli di esperienza e ruoli diversi porta inevitabilmente a una riduzione della sua efficacia.

3. Integrare tecnologie per la formazione digitale: LMS e intelligenza artificiale

L’evoluzione tecnologica ha trasformato profondamente il modo in cui le competenze vengono acquisite e aggiornate. Tra le tecnologie più rilevanti figurano le piattaforme di Learning Management System (LMS), ovvero piattaforme online che consentono di gestire, erogare, tracciare e analizzare la formazione.

Anche l’intelligenza artificiale rappresenta ormai uno strumento indispensabile: può infatti fungere da tutor per i partecipanti ai corsi, fornire supporto tecnico e informazioni tramite chatbot e affiancare i docenti come un vero e proprio coach digitale, contribuendo a completare e migliorare i contenuti formativi. L’impatto dell’IA sui percorsi di apprendimento è ormai paragonabile a una vera e propria rivoluzione, come approfondito nel nostro articolo dedicato alla formazione continua nell’era digitale.

Integrare queste tecnologie nel processo formativo significa renderlo più flessibile e facilmente accessibile agli utenti. Inoltre, la capacità di utilizzarle rappresenta una skill sempre più richiesta dalle aziende: una recente indagine de Il Sole 24 Ore rivela che, nei primi quattro mesi del 2026, la domanda di professionisti specializzati in intelligenza artificiale è cresciuta del 40%.

4. Garantire l’aggiornamento continuo dei contenuti formativi

I corsi di formazione non sono prodotti “finiti” da replicare nel tempo senza revisioni sostanziali. Normative, strumenti e competenze richieste dal mondo del lavoro evolvono costantemente: per questo, l’aggiornamento periodico dei contenuti rappresenta un elemento imprescindibile della progettazione formativa.

In assenza di revisioni regolari si rischia di disallineare l’offerta formativa rispetto alle reali esigenze del mercato del lavoro, oltre a esporsi a possibili irregolarità normative. Questo rischio è particolarmente rilevante nei contesti in cui la formazione è regolamentata e obbligatoria, come nel caso dei corsi sulla sicurezza sul lavoro.

Formazione aziendale innovativa: il modello Interattiva

Trasformare queste best practice in soluzioni concrete è la sfida principale della formazione professionale.

Interattiva Editore si impegna da oltre vent’anni a garantire ai propri partner la massima trasparenza e qualità nella formazione. Attraverso il nostro network di centri di formazione, conosciamo da vicino i bisogni reali di aziende e lavoratori.

Abbiamo sviluppato un vero e proprio ecosistema digitale, Stella, progettato per rendere più efficiente la gestione del digital learning, integrando anche moderne tecnologie di intelligenza artificiale.

Infine, con particolare attenzione al tema della personalizzazione dei percorsi formativi, stiamo lavorando a un catalogo basato su modularità e microlearning.

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